Cos’è Successo negli ultimi mesi?

Come molti ricorderanno e come più volte ribadito dal Comitato l’iter autorizzativo per l’impianto
di asfalto di Calvatone mancava del permesso edilizio. La ditta ha inoltrato la richiesta che ha stata
accolta dal Comune con il rilascio del permesso a costruire poco prima di Natale 2010.

Tutto finito? Non è detto…

Il 16 dicembre scorso il Direttore Generale dell’ASL di Cremona, dott. Compagnoni, ha convocato
presso la sede di Cremona un incontro al quale hanno partecipato oltre ad alcuni funzionari
dell’ASL il Vicepresidente della provincia di Cremona, dott. Lena, i sindaci di Calvatone, Bozzolo,
Tornata (assente giustificato il sindaco di Piadena) e il Comitato no al bitume. Il Direttore Generale dell’ASL e il Vicepresidente della provincia propongono di adottare la soluzione di un impinato mobile come quelli utilizzati in molti paesi europei per costruire le grandi infrastrutture in
alternativa all’impianto fisso previsto a Calvatone, che rimarrebbe in attività per almeno 15 anni.Si
tratta di un’alternativa realizzabile, anche se il percorso è naturalmente complesso. Tutti i presenti si
sono dichiarati favorevoli a tentare di portare avanti questa nuova soluzione ad eccezione,
purtroppo, proprio del sindaco di Calvatone. Al termine dell’incontro il Direttore Generale
dell’ASL ha preannunciato l’intenzione di convocare un ulteriore incontro di tutte le parti.
Ignoriamo al momento la posizione della ditta, che non ha inviato nessun rappresentante alla
riunione del 16 dicembre ma che ha incontrato separatamente il dott. Compagnoni.

Un’alternativa è ancora possibile.

Intanto continua l’azione di alcune aziende dell’area artigianale e di imprenditori agricoli, fra cui la
cooperativa biologica Iris, che prevedono di subire un danno dall’insediamento della fabbrica di
asfalto: al  ricorso al TAR già pronto si potrebbe aggiungere anche in futuro una causa di risarcimento di danni personali.

Alternative al bitume?

Oggi più che mai si sta cercando la via migliore per salvaguardare l’ambiente e la salute dell’uomo. Si possono e si devono cercare nuove soluzioni per ottenere prodotti diversi, migliori o con un minor impatto ambientale. In alcuni paesi europei per realizzare infrastrutture si adottano impianti mobili che vengono spostati progressivamente riducendo la concentrazione di inquinanti in un territorio circoscritto oppure vengono costruite le strade con il cemento. Sono state segnalate al nostro Comitato alternative all’uso del bitume (www.biostrasse.eu ; Solar roadways), qui ne riportiamo due esempi come spunti di riflessione. Naturalmente tutti noi dobbiamo essere consapevoli che le scelte che influenzano le condizioni dell’Uomo e dell’Ambiente ci toccano da vicino e non possiamo pensare di trovarci in un’oasi protetta solo perché viviamo lontano da grandi centri urbani. E’ necessario avere una coscienza critica costruttiva che non si fermi di fronte all’ipocrisia ed all’indifferenza. Certamente la “strada”, [T]ec[N]ologicamente parlando, non è semplice, per questo bisogna collaborare per perseguire il medesimo obiettivo.

Tutti devono dare i famosi “my two cent“.